Il futuro dei giovani? Un'impresa su internet

Internet fucina di nuove imprese per far ripartire l'Italia: è la sintesi del pensiero di Francesco Profumo (nella foto), già presidente del CNR e da dicembre Ministro dell'Università e della Ricerca Scientifica. In una nota diffusa oggi alla vigilia della prima riunione dell'agenda digitale promossa dal Governo Monti che si terrà il prossimo 9 febbraio, Profumo ha detto che "Internet sarà l’equivalente di quello che negli anni ‘50 era l’automobile. Una nuova economia partì da un elemento specifico. Quel ruolo oggi ce l’ha Internet che non e’ un sistema di cavi e computer ma una cosa che cambia le nostre vite, le relazioni fra i cittadini, la Pubblica Amministrazione".
Dichiarazioni interessanti ma a nostro parere un po' troppo ottimistiche, dati i limiti strutturali del nostro paese, sia per infrastrutture sia per possibilità di accesso al credito. Il Ministro ha detto che sono alla studio "modalità di finanziamento con la Cassa Depositi e Prestiti" e che già nei prossimi giorni sarà indetto un primo bando da 200 milioni "sulle comunità intelligenti, che riguarda 8 regioni del sud": progetti di innovazione tecnologica tramite il web che potrebbero rappresentare occasioni per start-up di imprese giovanili. Ben vengano queste scelte, ma occorrerebbe prima investire sulla banda larga, ancora troppo poco diffusa, in particolare al sud, e creare sistemi di finanziamento e sostegno adeguati alle neo-imprese sul web.
(foto: luca.sartoni @flickr.com)

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